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E se stessimo sbagliando tutto sull'amore?


Quando ho iniziato ad indagare e a volerne sapere di più sull’amore, una decina di anni fa, sono stata spinta dal dolore della fine di una storia d’amore (che credevo eterna…) e dal dubbio che avrei potuto fare di più e meglio e dalla certezza assoluta che c'erano cose che non avevo capito...


In fondo che cosa ne sapevo io dell’amore se non quello che avevo imparato dai miei genitori che, in quanto ad amare, erano andati alla cieca quanto me?


L'amore, tutti dicevano e così credevo io, era un mistero inconoscibile e inspiegabile: che cosa pensavo di trovare? L'amore accade, non lo puoi estorcere, né comandare.

E' o non è.


Ammetto che l'idea di indagare un tale mistero mi causava una sorta di costante malessere per il timore profondo di non poter trovare una risposta e per la certezza assoluta che non avrei mai trovato una sola verità… Ma il dolore e la volontà di capire erano troppo forti.

Dovevo farlo.


Non sapevo che stavo partendo da una premessa che appariva certa e che era tuttavia sbagliata.


La scoperta più incredibile che ho fatto in tutti questi anni è che l’amore non è affatto un mistero...


INNAMORAMENTO E AMORE

Quello che noi riteniamo un mistero (e di fatto lo è) e l’unico di cui continuiamo a parlare - perché osannato culturalmente come l’unico capace di sollevarci verso le vette più sublimi dell’esperienza esistenziale - non è l’amore, ma l’ “amour fou”, l’innamoramento, l’estasi d’amore: quell’attrazione fatale che, all’improvviso, ci invade di desiderio amoroso e di ossessione nei confronti di un altro individuo - spesso fino a poco prima a noi totalmente sconosciuto - che d’un tratto diventa l’oggetto di tutti i nostri desideri e il senso imprescindibile della nostra stessa esistenza...

In virtù di meccanismi misteriosi, dal giorno alla notte, ci ritroviamo fatalmente attratti e letteralmente posseduti dall’idea dell’esistenza di qualcun altro che – come in una sorta di incantesimo – deve “appartenerci” a qualunque costo.


Cadiamo nell’incantesimo d’amore (in inglese “innamorarsi” si dice “cadere in amore”) al di là della nostra volontà, ciecamente, e trafitti dalla freccia di Cupido perdiamo la ragione e eleggiamo un altro essere umano a nostra “altra metà” irrinunciabile.

E poco importa che il sentimento sia reciproco o che l’oggetto del nostro “amore” non sappia nulla della nostra esistenza: il pensiero e lo struggimento insopprimibile dell’altro diventa il fulcro della nostra esistenza. Un’esistenza che, da quel punto in poi, si dipanerà alternando picchi di estasi a abissi di dolore e disperazione nella speranza che il nostro oggetto d’amore ricambi quello che crediamo essere un sentimento sulla cui durata siamo pronti a giurare per l’eternità…


E' vero: l’innamoramento, per quanto indagato, è e resta un mistero: la passione fatale che spinge un individuo verso un altro è universale e, per tantissimi versi, inspiegabile.

Ma il punto è che oggi - dopo centinaia di anni di mitizzazione del delirio romantico, ancora centrale e dittatoriale nella cultura popolare - la verità sull’amore o meglio LE verità sull’amore e sulle relazioni affettive stanno svelando chiaramente che la passione amorosa è solo una delle forme in cui l’amore può manifestarsi e non è certo la più elevata e tantomeno la più affidabile…


Ho indagato ovunque: tra i mistici antichi, tra i filosofi, tra gli psicoterapeuti e i teorici moderni fino ai ricercatori e ai neuroscienziati più avanzati…


Dovunque si esplori la definizione dell’amore a un livello culturale più profondo di quello romantico-popolare si verrà sempre riportati al concetto che l’amore e l’innamoramento non sono la stessa cosa e che l’amore non è (solo) un sentimento, ma una facoltà innata relazionale e un nostro stato naturale di nascita: è una facoltà insita nel nostro essere e che ha bisogno di essere EDUCATA attraverso la conoscenza e la pratica di modalità di espressione sane e funzionali.


In quanto potenziale, se non adeguatamente nutrito, educato, sviluppato e direzionato, invece di fiorire, rimane a livello di impulso istintivo di unione e finisce per dare vita a relazioni caotiche senza mai elevarsi oltre il nostro egoistico bisogno di sicurezza e di cure.


La gente crede che l’amore sia costituito dall’oggetto, non dalla facoltà d’amare. Poiché non si vede che l’amore è un’attività, un potere dell’anima, si ritiene che basti trovare l’oggetto necessario e che dopo ciò tutto vada da sé… Ma amare è un’esperienza personale che ognuno può acquistare attraverso e per se stesso e i passi verso la pratica dell’amore possono essere mossi solo da noi.” Eric Fromm
L’amore non è un’emozione o un sentimento. I sentimenti accompagnano l’amore, ma non lo costituiscono” – Martin Buber
L’amore non è un’emozione, ma un’attitudine della volontà” – Millar Burrows
La nostra essenza è amorosa, ma è ostacolata. Se questa idea che l’amore è ciò che ci rende felici è fondata, l’importante non è riuscire a essere amati, ma arrivare a capire e a superare gli ostacoli che ci impediscono di mettere in moto il nostro potenziale amoroso”. - Claudio Naranjo

L’amore è una forza vitale che, se coltivata, accresce la nostra capacità di realizzarci più pienamente e di entrare in sintonia con il mondo che ci circonda, ma senza una concreta educazione affettiva pochi di noi sono in grado di realizzare pienamente le potenzialità insite nell’amore che includono cura, affetto, riconoscimento, rispetto, impegno, fiducia e apertura non solo verso un unico essere umano, ma verso l’umanità tutta. Purtroppo, una cultura popolare millenaria ci ha tramandato l’idea che l’amore vero sia possibile unicamente attraverso l’unione romantica di due esseri. Nulla di così lontano dalla verità.


L’amore non è un impeto emotivo, non è vuoto sentimentalismo. È un movimento attivo che consiste nel riversare il nostro essere in quello di un altro. Tutti gli uomini e le donne sono presi, senza scampo, in una rete di reciprocità, legati da un unico destino. Ciò che agisce direttamente su uno di noi agisce su tutti gli altri. Io ho deciso di scegliere l’amore. La non-violenza non è altro che la via dell’amore”. Martin Luther King

Nella nostra cultura, l’innamoramento continua ad essere scambiato e confuso per amore ed è questo fraintendimento che ci fa ripetere senza esitazione che l’amore è un mistero, al punto che non solo nessuno di noi saprebbe dargli una definizione, ma nessuno oserebbe dargliene una. Siamo vittime di una grande confusione: l’amore non è affatto cieco, anzi ci vede benissimo e non è per niente misterioso.

Cieco e misterioso è l’innamoramento, ma l’innamoramento non è amore: è piuttosto il risveglio incontrollato della sua enorme potenza.


LA DITTATTURA ROMANTICA

È la cultura romantica di cui siamo infarciti che ci porta a credere che l’amore sia un sentimento che nasce misteriosamente e altrettanto misteriosamente scompare. È per questo che abbiamo tutti paura dell’amore (ovvero dei rapporti amorosi) e della sua evanescenza nella nostra vita. Perché appare incontrollabile, capriccioso, pronto a sparire da un momento all’altro.

Ma dell’amore, di quello che l’amore realmente è, non sappiamo nulla.

A nessuno di noi è stato insegnato che l’amore è un’attitudine innata che va sviluppata. Alla domanda: “Che cos’è l’amore?”, chi di noi risponderebbe: “È parte del mio essere, è una mia facoltà, è un mio potere: devo solo imparare a riconoscerlo, a sentirlo, a esprimerlo e a manifestarlo nella mia vita”?


Nella nostra epoca illuminata, dove creiamo robot pronti a sostituirci, quando si parla generalmente d’amore ci si riferisce quasi esclusivamente all’amore romantico, cioè a quella spinta fatale che fa sorgere in noi il bisogno assoluto di legarci emotivamente a un’altra persona e che prima passa per l’innamoramento: l’amore, in questa accezione, non solo è fuori di noi, ma è l’unico modo in cui (ci viene detto) possiamo sperimentarlo.


In virtù di questa certezza (sbagliata) sull’amore, abbiamo un’unica possibilità: sperare che l’amore incroci il nostro cammino e che le frecce di Cupido vengano scagliate ad entrambi nell’attimo in cui incontriamo “l’anima gemella” o la “persona giusta” perché – come impariamo prestissimo nella vita - se la freccia fosse indirizzata solo a noi o il potere di quella freccia smettesse di agire su uno dei due facendo svanire l’incantesimo , il risultato sarebbe una sofferenza indicibile.


Indubbiamente, la sofferenza derivata da una passione non corrisposta (o che finisce) è un’esperienza universale ed è per questo che, da tempo immemore, gli esseri umani hanno cercato di trovare tecniche e modalità per indurre la passione amorosa: un tempo si parlava di “seduttori”, oggi si parla di narcisisti e di “love bombing”. Ma quello che si riesce a indurre (ammesso che ci si riesca…) è l’ossessione amorosa e non l’amore come sentimento vero e profondo, perché l’amore vero è un’altra cosa…


Come ha scritto Toni Morrison la verità è che “l’idea di amore romantico è una delle più distruttive del pensiero umano”. La sua distruttività consiste nell’idea che l’amore sia fuori di noi e che accada per grazia del fato, senza nessuna volontà e soprattutto senza nessuna responsabilità da parte nostra.

Non c’è nulla di così lontano dalla reale essenza dell’amore e dell’amare.


Siamo, purtroppo, tutti figli di un’illusione e di una distorsione culturale pericolosissima. Non si tratta di non credere più nell’amore o nelle relazioni affettive. L’amore esiste. Come esistono esempi di legami pieni d’amore vero. Ma non sono la normalità e stanno sempre più diventando l’eccezione. Si tratta piuttosto di acquisire, forse per la prima volta, quella conoscenza riguardo alle cose dell’amore che pochi hanno la fortuna di possedere per ambiente di nascita e cultura affettiva e che la maggior parte di noi deve andarsi a ricercare e conquistare con volontà e impegno.


Le nostre relazioni reali sono quasi tutte danneggiate e insoddisfacenti” scrive Alain de Botton nel libro “Il corso dell’amore”. “Nessuna meraviglia che la separazione e il divorzio appaiano così spesso inevitabili. Ma dovremmo stare attenti a non giudicare le nostre relazioni dalle aspettative che ci vengono imposte: la colpa è dell'arte, non della vita. Piuttosto che separarci, potremmo aver bisogno di raccontarci storie più accurate - storie che non si soffermino così tanto sull'inizio e sull’innamoramento; che non ci promettano l’amore eterno per il solo fatto di esserci incontrati; ma che, piuttosto, si sforzino di normalizzare i nostri problemi mostrandoci un percorso forse malinconico ma pieno di speranza attraverso quello che è davvero il corso dell'amore”.



L'AMORE SI IMPARA

”L’amore si impara, la paura s’impara, il pregiudizio s’impara, l’odio si impara, la premura si impara, la responsabilità si impara, l’impegno si impara, il rispetto si impara, la bontà e la gentilezza si imparano. (…) Se il mio amore è nevrotico, possessivo, malsano non potrò dare altro che un amore nevrotico, possessivo, malsano. Imparare ad amare - disimparando ciò che amore non è - è l'unica via per fermare la violenza e l'infelicità umana“. - Leo Buscaglia

Così scrive il sociologo americano Leo Buscaglia che ha tenuto corsi sull'amore nelle università americane con liste di attesa di anni.


A noi l’amore chi lo insegna? Tanto per cominciare la società in cui viviamo e certamente è una società molto varia. In particolare, ce lo insegnano i nostri genitori. Sono i nostri primi insegnanti, ma non sono sempre i migliori. Nessuna famiglia è libera dai difetti. Nessuna famiglia è libera dalle paure. Nessuna famiglia è libera dai pregiudizi. (…) Ma l’uomo può cambiare. (…) La cosa importante è che se abbiamo imparato l’amore da loro e da questa società, possiamo disimpararlo per poi impararlo di nuovo; quindi c’è una speranza immensa. C’è una speranza immensa per tutti noi però lungo la strada dovete imparare ad amare”.


Ci sono tante cose che POSSIAMO IMPARARE rispetto all'amore e all'arte di relazionarsi in maniera amorevole.

Personalmente credo che dare vita alla diffusione di UNA CULTURA AFFETTIVA e RELAZIONALE, anche facendo ricorso all’enormità di libri che trattano di amore e di relazioni affettive SANE E FUNZIONALI (fino a creare una nostra personale biblioteca personale) e creando luoghi di dialogo e confronto quotidiano sul “discorso amoroso” (invece di parlare sempre di relazioni tossiche e disfunzionali) sia un dovere morale da cui nessuno di noi può sentirsi escluso.


La cultura non è nelle mani delle istituzioni. È nelle nostre mani: e ciascuno di noi, in quanto essere intimamente e profondamente relazionale, ha il DOVERE MORALE di informarsi, di leggere e di imparare quanto più possibile sull’arte del relazionarsi in maniera sana e funzionale con se stesso e con i suoi simili.


L’amore non è un mistero inconoscibile: continuare a sostenerlo è il male peggiore che possiamo fare all'amore.


E' arrivato il momento di creare una CULTURA DELL'AFFETTIVITA', per noi e per i nostri figli, a partire dalle nostre case fino ad abbracciare la nostra comunità.

Senza aspettare permessi dall'alto o linee guida istituzionali da coloro che, al limite, potrebbero istruirci sull'arte della guerra piuttosto che su quella - a loro sconosciuta - dell'amore.


Tutti dicono che l’amore fa male, ma non è vero. La solitudine fa male. Il rifiuto fa male. Perdere qualcuno fa male. Tutti confondono queste cose con l’amore, ma in realtà, l’amore è l’unica cosa in questo mondo che copre tutto il dolore e ci fa sentire ancora meravigliosi.
- Oscar Wilde

© Alessia Giovannini

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