Alessia Giovannini al Salone del libro di Torino

Intervista di Youreport/Corriere della Sera a cura di Aster Academy

Alessia Giovannini autrice del libro “Il potere segreto dei cavalli”, sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino con la Aster Academy International.

L’autrice – che si occupa di percorsi di consapevolezza mediati dai cavalli in libertà – testimonia in questo libro la scoperta di un antichissimo potere di guarigione dei cavalli: la capacità di ricondurci in un luogo di pace interiore, in cui l’ascolto e la presenza assoluta per sé e per l’altro diventano balsami e cura delle nostre solitudini e delle nostre ferite emotive. Così, anche se i cavalli protagonisti di queste pagine non hanno selle, né imboccature, né redini e non vengono montati, ci portano (virtualmente) sul loro dorso in un viaggio dell’anima, disvelando un potere segreto che, continuamente evocato nel libro e mai chiaramente esplicitato, assomiglia al potere dell’amore.

Come nasce la tua passione per la scrittura?

Scrivo da sempre, per la verità. Il mio primo romanzo l’ho scritto a 18 anni e pubblicato a 22 per un editore piccolissimo dell’epoca ed è ormai introvabile. Ne ho scritto un altro a 28 anni che è rimasto nel cassetto per ragioni che oggi non saprei dire e negli anni ho scritto anche diversi testi teatrali – alcuni messi in scena – oltre ad esercitare per lungo tempo la professione di giornalista pubblicista. Dovrei dire che la scrittura nasce come esigenza ed è intrecciata alla mia esistenza, come un filo che si dipana da sé e mostra la via. Una via obbligata probabilmente, come quella guidata da un “daimon”, per utilizzare un concetto caro a James Hillman…

“Il potere segreto dei cavalli” presumo è un libro che hai pensato ed è legato ad una tua passione personale sull’argomento, vuoi parlarcene?

Ho incontrato i cavalli quasi per caso nella mia vita e me ne sono innamorata… E a un certo punto, in loro presenza, ho cominciato a sperimentare emozioni e sensazioniincredibili che non ho potuto fare a meno di raccontare…. L’incontro con i cavalli mi ha letteralmente cambiato la vita. Oggi conduco anche dei seminari di crescita personale guidati da cavalli in libertà, ma il libro è una testimonianza personale dell’incontrostraordinario che ho avuto con loro…

 

E’ stato un lavoro di narrazione svolto più per una tua esigenza di espressione, oppure lo hai principalmente pensato ed elaborato per ciò che doveva comunicare ai lettori?

Nella mia veste di “scrittrice”, diciamo così, io sono stata molto pirandelliana nella mia vita… E Pirandello, nella sua poetica ebbe un’ossessione che in parte era stata quella di Michelangelo alla fine della sua esistenza… Pirandello, al di là della dicotomia tra la maschera e il volto, cioè oltre ad essersi interrogato su chi fossimo veramente, se la maschera che indossiamo o il volto che nascondiamo sotto, ebbe un altro dilemma: aveva capito che la vita è incontenibile, è un flusso inarrestabile e quasi insensato e aveva capito che ogni volta che noi cerchiamo di descrivere o raccontare le cose della vita attraverso una forma, dandogli un inizio e una fine, la uccidiamo. E’ il dilemma tra l’Arte e la vita e Pirandello era ossessionato dal fatto che a dare forma alla vita – anche attraverso l’arte - la si uccide perché se si ferma la vita, questa muore. Così quando mi sono chiesta come potessi raccontare ciò che sperimentavo con i cavalli, mi sono trovata di fronte allo stesso dilemma di Pirandello: il fatto che nessuna parola, nessun racconto lineare può descrivere il flusso di emozioni e sensazioni che i cavalli ti suscitano dentro… Il potere dei cavalli di cui io parlo in questo libro è proprio quello di evocare in noi un flusso vitale, un sentire così puro, così assoluto  che può essere solo esperito, cioè sperimentato in prima persona e che a raccontarlo in forma lineare lo si perde… Non può proprio essere raccontato! E’ stato molto difficile per me trovare la forma narrativa giusta… Alla fine ho scelto di provare ad usare  la forza EVOCATIVA della parola in una sorta di atto “poetico” che più che descrivere suscitasse emozioni… Alla forza evocativa delle parole, che per quanto possibile sono ridotte all’essenziale e limate fino al limite del silenzio - e che se io avessi potuto, avrei reso silenzio - ho unito il potere evocativo delle immagini, scatti di momenti irripetibili (e amatoriali) in cui sono protagonisti i cavalli, nel tentativo appunto un po’ folle di far “vivere” qualcosa che non si può quasi raccontare…

 

Il concetto centrale del libro equivale ad un tuo modo del tutto personale in senso di scoperta, o ti rifai ad una letteratura o ricerche già esistenti sull’argomento?

I cavalli di questo libro non sono presentati da un punto di vista etologico o cognitivo o scientifico, sono oggetti letterari, sono simboli... Sono reali e allo stesso tempo metafore e specchi della nostra esistenza. Sono intesi qui come simboli viventi. E la parola simbolo viene dal greco “synmballein” che vuol dire “mettere insieme”, “unire”… E se pensiamo che il contrario della parola “symballein” è “diaballein” che vuol dire “separare” - verbo da cui viene la parola “diavolo” - possiamo capire il potere del simbolo… Esattamente come il potere che posseggono i cavalli: i cavalli vissuti in una certa maniera hanno proprio questo potere, quello di evocare in noi una realtà altra, di trasportarci in un luogo interiore dove non solo noiriuniamo i pezzi frammentati del nostro essere, ma ci ritroviamo come magicamente riuniti e ri-connessi con il Tutto... Io non lo sapevo, ma mi è stato detto più volte da persone esperte di letteratura sui cavalli (anche da Patrizia Carrano stessa che è una grande scrittrice di cavalli e che ha firmato la prefazione del libro) che, a quanto pare, non è mai stato scritto un libro come il mio, anzi è un libro che esce totalmente dagli schemi letterari che abbiano come oggetto i cavalli. Uscire dagli schemi mi piace, quindi di questo sono felice!

 

Cosa pensi possano trovarci i tuoi lettori, in termini di valori e anche di ispirazione nell’argomento che racconti nel tuo libro?

“Il potere segreto dei cavalli” è in realtà un libro che parla d’amore e… della sua assenza e del suo infinito anelito. I cavalli sono i nostri specchi, in queste pagine. Molte persone mi contattano, per lo più in privato, e mi dicono che si sono emozionate moltissimo leggendolo e alcune di loro confessano di aver pianto di commozione... Ecco, non so se sia possibile trovarvi dei valori. Io spero che i lettori possano trovarvi delle emozioni con cui entrare in risonanza e magari risentire dentro di loro molto dell’amore puro che hanno dimenticato e che i cavalli sono ancora capaci di offrire…

Le tue letture e autori preferiti?

Ho iniziato da adolescente con un amore folle per Marguerite Duras e per i diari di Anais Nin, oltre ad amare classici romantici come “La signora delle camelie” o “Malombra” di Fogazzaro o i romanzi giovanili di Verga… Ho una natura sentimentale, insomma! L’autore contemporaneo che ho amato di più in assoluto è stato Antonio Tabucchi: la sua scomparsa è stata un dolore e una perdita enorme per me. Tra i nostri autori, mi piacciono moltissimo anche Erri De Luca e Margaret Mazzantini.

Hai qualche nuovo libro in prossima pubblicazione? Se si, ce ne puoi parlare?

Vorrei ritornare al teatro, per la verità. Mi piace quando la parola prende vita grazie all’arte del dire. Per “Il potere segreto dei cavalli” ho avuto la collaborazione amichevole e meravigliosa di Massimo Wertmuller che è il protagonista del book trailer e con cui abbiamo inciso in audio alcune pagine del libro e dove è accompagnato dalla voce straordinaria di Barbara Eramo. Sto usando questi audio per le varie presentazioni del libro in giro per l’Italia. E’ stato un modo per avere Massimo sempre con me. Non riesco più a sentire nessun altro che legge le mie pagine, lui riesce a dargli vita come nessuno. Ecco, mi piacerebbe tornare a scrivere per il teatro e offrire quelle “parole da dire” che – una volta pronunciate e interpretate e reinventate da una voce – diventino altro da me…

A Maggio il tuo libro “Il potere segreto dei cavalli” sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino con l’Associazione Aster Academy, cosa significa per te questa importante manifestazione editoriale?

Mi emoziona moltissimo l’idea di esserci. E’ un traguardo e una grande opportunità quella che Aster Academy offre ad autori meno noti come me. In Italia ci sono autori e piccole realtà che meriterebbero di venire alla luce, non dico apprezzate perché questo spetta al pubblico dei lettori, ma scoperte certamente sì!E far parte di un gruppo di autori che viaggia su una strada parallela a quella del main-stream editoriale, mi piace molto: per mia natura non amo le vie troppo battute, preferisco quelle da inventare e da scoprire!

(20 Aprile 2016)